ScheduGram

Programmare le foto su Instagram dal PC

Il bello di Instagram è che è sempre stato un social network fatto in stragrande maggioranza da persone vere, in carne e ossa. Fino a poco tempo fa non c’era modo di caricare nulla da computer, tutto doveva passare da un mobile device.
Oggi invece caricare e programmare immagini è possibile grazie a ScheduGram, la startup Australiana che permette di caricare e programmare i post dal un interfaccia web based. Continue reading

Wordpress malware

Malware: i tuoi siti WordPress forse sono già infetti

Quest’anno, per la prima volta in vita mia sono andato in ferie solo con il cellulare. Una settimana senza computer e senza connettività. Era la prima volta in vita mia che mi spostavo senza la possibilità di essere operativo online. Infatti…il mercoledì sera il 70% sei siti che ho realizzato sono stati attaccati e sono andati giù. Il telefono ha cominciato a squillare e io sono andato nel panico.
Anti-Malware by ELI at GOTMLS.NETNon sono un programmatore, non sono un esperto di sicurezza, pertanto fino a domenica, con il rientro, non sono riuscito a fare nulla. Il provider, è stato molto gentile, ma con tempi di risposta lentissimi, superiori alle 48 ore. E questo a contribuito a mettermi non poco di cattivo umore. Mi sono sentito impotente.
Insomma, un disastro. Uno pensa sempre che a lui non capiterà mai perché sui suoi siti in WordPress non custodisce i segreti della CIA, ma a pensar così ci si sbaglia alla grande!
In realtà all’interno dei siti in WordPress possono annidarsi delle vulnerabilità. I vostri siti possono essere già stati attaccati e modificati il giusto affinché all’ora in cui meno sarà comodo per voi, queste porte di accesso verranno usate.
Per chi come me non è un tecnico ma un utilizzatore del web, per chi non è un programmatore capace di individuare e porre rimedio a queste vulnerabilità ho scoperto un plug-in che può venirci incontro.
Mi riferisco al plug-in per WP “Anti-Malware by ELI at GOTMLS.NET”, un plugin lato per aiutare gli amministratori dei siti basati su WordPress a pulire le infezioni da malware capaci far davvero male al vostro sito. Il plugin, che è al momento completamente gratuito, è in grado di risparmiarvi moltissimi grattacapi.
Provatelo e fatemi sapere.

Nel frattempo permettetemi di darvi alcuni consigli banali:

  • installate costantemente gli aggiornamenti di WordPress;
  • aggiornate sempre i plugin;
  • cancellate i temi e i plugin che non usate;
  • aggiornate il vostro tema nel caso in cui siano presenti delle nuove versioni;
  • di tanto in tanto fate girare questo plugin e fate una donazione per sostenere il suo continuo aggiornamento;
  • affidatevi ad un provider serio;
  • mai andare in vacanza… 🙂

Wordpress Malware

SMS Marketing

SMS Marketing nella ristorazione e non solo.

Capita sempre più spesso che i ristoranti ti facciano trovare sul tavolo un bigliettino per raccogliere indirizzi e contatti. “Dicci quello che pensi”, “come ti sei trovato”, “resta aggiornato” sono le chiavi che permettono di riempire i forzieri di numeri di cellulare. Cosa non fare nell'SMS MarketingPeccato che nella stragrande maggioranza dei casi, dopo aver vinto la naturale resistenza e aver fornito il numero, non accada proprio nulla. È una cosa comune che va oltre il mondo della ristorazione: si colleziono indirizzi ma poi non li si usa affatto. Ne ho mille, diecimila, ventimila, ma non ho mai speso un minuto per scrivere loro qualche cosa.
È un vero peccato, perché l’SMS è una via per costruire loyalty che funziona veramente bene.
Di quelli che decidono di avventurarsi in questo settore del marketing, la maggior parte fa un tentativo solo perchè non avendo grandi risultati  crede erroneamente che sia una strada che non funziona per suo tipo di business.

Non è così.

Spesso non è la tecnologia a essere sbagliata, ma il messaggio inoltrato. Tirare il sasso in uno stango e spammare i cellulari dei propri clienti con contenuti banali e poco interessanti non è il modo migliore per raccogliere i frutti di questi tipi d’iniziative.

I clienti accettano che usiate il loro cellulare in maniera vantaggiosa per il vostro business ma devono poter avere un ritorno anche loro. Vi offriranno il numero di cellulare avendo la certezza di entrare in un club esclusivo, nel quale voi siate disponibili a prendervi a cuore i loro interessi. L’idea del club esclusivo è antica ma funziona sempre. Se il cliente decide di consegnarvi i suoi contatti per questo motivo non potete deluderlo dimenticandovi di lui, non mandandogli mai nulla o riservando alla sua attenzione informazioni smaccatamente promozionali su cose che non gli interessano.

Quando pensare una campagna di SMS Marketing?

Chi fa SMS marketing con cognizione di causa lo fa spesso per:
Gestire l’inventario
Avete comprato una materia prima particolare, magari particolarmente ricercata e volete che non vi resti a magazzino? Se vi è arrivata una partita di ostriche freschissime, quale miglior occasione per avvertire i vostri più affezionati clienti delle prelibatezze che sono stoccate in cambusa?!
Aiutarsi nel giorno fiacco
Se andate forte nel fine settimana ma lavorate meno il martedì e il giovedì potete ricorrere al vostro database e accendere l’interesse dei vostri clienti con un’offerta particolare.
Richiamare l’attenzione dei clienti alto-spendenti
Riservare offerte dedicate ai clienti che spendono di più è un’idea eccezionale. Peccato però che lo facciano in pochissimi. In Italia la cultura della raccolta e dell’analisi dei dati è praticamente assente e così risulta difficilissimo trovare realtà in grado di capire quanto valore ha la profilazione del cliente.

Cosa non fare in una campagna di SMS Marketing

Sicuramente ci sono alcuni atteggiamenti che allontanano i clienti e fanno si che si vogliano repentinamente cancellare. Non è difficile evitare queste situazioni imbarazzanti, bastano pochi accorgimenti:

  1. Non spammare mai.
  2. Mandare messaggi di valore, nessuno si arrabbia se riceve contenuti interessanti
  3. Non inviare la stessa comunicazione salvo che non siano passati 6 mesi dall’ultimo inoltro
  4. Non dimenticare che sei ospite nel cellulare di qualcuno
  5. Non mandare pochi messaggi, ma nemmeno troppi. La frequenza dipende dal tuo business e da come hai profilato i tuoi clienti.
  6. Prima di inviare pensa un attimo alla tua reazione se ricevessi l’SMS. Il primo test fallo su te stesso. Se trovi fastidiosa la comunicazione che stai per mandare, molto probabilmente proveranno lo stesso fastidio anche i clienti.

Come creare una lista?

I clienti devono percepire che si sta per accedere a un club esclusivo, a una cerchia ristretta di amici che vengono avvisati per iniziative solo a loro riservate. È per questo che è meglio evitare le feste comandate, organizzando per questi fortunati clienti idee e ricorrenze inventate su misura per loro: la festa del mare con le crudité di pesce fresco, i menù dedicati alla Sardegna con la bottarga che vi è arrivata direttamente dallo Stagno di Cabras…
Se conoscete i gusti dei vostri clienti tracciando le loro consumazioni con la tessera del club a cui li avete fatti accedere, conoscerete bene anche i loro gusti e riuscirete a mandare gli SMS che fanno al caso vostro e loro.
L’SMS marketing è uno strumento adatto a tutti i tipi di ristoranti: stellati, osterie e pizzerie, nessuno escluso. L’importante è mantenersi fedeli al tipo di ristorazione e alle aspettative dei propri clienti.

Un esempio di uso intelligente dell’SMS marketing

Studio 48 ParrucchieriPensando a un esempio positivo di utilizzo dell’SMS Marketing per la costruzione di una relazione stabile e duratura con i clienti, mi viene in mente una realtà che non è del mondo della ristorazione, ma che ha capito bene i benefici che una strategia comunicativa di questo tipo poteva portar loro: lo Studio 48 Parrucchieri di Lugo di Romagna. Da tempo i loro migliori clienti vengono avvisati via SMS quando, una volta al mese, lo Studio 48 offre a tutti una lauta colazione. Dall’apertura del salone sino ad ora di pranzo la tavola è sempre imbandita con pasticcini, biscotti, stuzzichini dolci e salati, insieme a caffè, the e tisane. Chi vuole passare è il benvenuto, assaggia qualche cosa facendo due chiacchiere in compagnia.

A volte la provincia non ha nulla da invidiare alla città, in termini di marketing.

S. Umiltà - Faenza

#DRschool ritorna a S. Umiltà

Siamo tornati a S. Umiltà a parlare ai ragazzi di terza grazie al Rotaract Club Faenza. Tanti i temi trattati: reputazione online, cyberbullismo, facebook, twitter…Fra tutti, quello che ha destato più interessa ha riguardato la privacy delle immagini. I social network le cancellano veramente oppure no?

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#ilikeROMA, o di quando la brand awareness fa (del) bene al turismo e alla cultura.

Laura Biagiotti ama Roma. Da anni la stilista ne celebra la bellezza e l’irraggiungibile fascino attraverso il proprio lavoro, il mecenatismo culturale dedicato al panorama capitolino, e un profumo che in una parola, ROMA, è una dichiarazione d’amore.
Ho già insistito (prendendo ad esempio Barilla e Colgate) circa il Valore Sociale che oggi le aziende sono chiamate a possedere e trasmettere attraverso i propri piani di comunicazione (soprattutto on line, ma non solo) e, come è ben spiegato sul sito del profumo ROMA, questo viene perseguito ormai da anni dalla maison di moda.
Il progetto #ilikeROMA, che ho scoperto pochi giorni fa e che mi è davvero piaciuto molto, sembra quindi essere un naturale e molto al passo con i tempi proseguimento di questo impegno decennale. Esso mira a coinvolgere visitatori, cittadini e operatori commerciali della città attraverso la creazione spontanea di una community attiva ed attenta alla condivisione di contenuti legati alla bellezza e alle emozioni che essa sa offrire.
Siamo cioè di fronte ad un esempio di come un brand sia consapevole e scelga di essere anche un “soggetto etico in grado di produrre Valore Sociale[1] e contenuti utili.
L’amore per Roma è il trait d’union fra il brand e la community che si verrà a creare, fatta non per forza di clienti (“perché una cosa è spingere fuori un messaggio pubblicitario rivolto a un target di massa e altra cosa è tirare a sé chi trova qualcosa di interessante nelle cose che hai deciso di dire”[2]) ma, soprattutto, di cittadini, viaggiatori e commercianti.

A mio avviso, l’hashtag #ilikeROMA, che è una chiara presa di posizione rispetto alla città e al profumo firmato Laura Biagiotti, che ha scelto di “privilegiare la condivisione e la partecipazione rispetto al puro e semplice atto di acquisto”[3], racchiude in sé i seguenti valori:
– È un dono per Roma
Rende omaggio ad una città attraverso un prodotto a lei dedicato, e il simpatico doppio senso racchiuso nell’hashtag ne è la dimostrazione. Inoltre, sceglie di privilegiare la Roma romantica, che il profumo stesso richiama.
– È un dono per chi ama Roma
Visitatori e cittadini. La mappa degli “Itinerari Romantici” va oltre il vecchio concetto di mappa: essa è il primo passo per la creazione – o il consolidamento – di un rapporto di fiducia fra la maison Biagiotti e tutte le persone che con lei hanno in comune l’amore per Roma, clienti e non.
La città viene mostrata e filtrata non attraverso noiose categorizzazioni, come accade all’interno di molte guide turistiche di molte città del mondo pensate per una massa indefinita di fruitori, ma secondo la sensibilità e le emozioni della maison stessa, che si fa guida e portavoce della “sua” Roma romantica, raccontata alle persone che gradiscono ed apprezzano proprio questo specifico aspetto della città.
Chi sceglie di seguire i sette percorsi proposti fa una scelta dettata da una affinità con il brand e dalla fiducia in esso; una fiducia legata al valore che l’azienda ha saputo costruire e di cui è stata protagonista nel corso degli anni, e che comprende la sensibilità per la bellezza e le suggestioni che i luoghi sanno offrire.
– È un dono per i propri clienti
Il progetto non prevede solo il dono della mappa, rivolto a tutti gli amanti della città, ma anche un regalo agli amanti del profumo. Difatti, chi acquisterà la fragranza Laura Biagiotti ROMA in uno dei punti vendita segnalati, riceverà in omaggio uno dei 2.000 biglietti di ingresso per i Musei Capitolini.
– È un’opportunità anche economica per le realtà commerciali che hanno deciso di “sposare” #ilikeROMA
Il punto precedente offre l’occasione per riflettere sul senso e sul valore aggiunto di questa iniziativa – cioè la chiamata alla partecipazione di tutte le realtà cittadine legate soprattutto agli ambiti del turismo e della cultura – e la volontà di fare rete per un obiettivo comune: celebrare (e comunicare) la città.
Il coinvolgimento e la partecipazione dei Musei Capitolini, delle attività commerciali presenti in loco, dei cittadini stessi e dei visitatori, attraverso la creazione veicolata e consapevole di contenuti spontanei, è sicuramente una interessante opportunità per i soggetti economici legati al progetto.

#ilikeROMA riassume la presenza di un brand che da anni è impegnato nella valorizzazione della città in cui principalmente opera e, soprattutto, nella creazione di valore ed opportunità per chi la vive ora e la vivrà domani. La parola ROMA richiama alla mente di chi conosce la storia della maison Biagiotti come la realtà aziendale e quella cittadina si siano intrecciate ed arricchite – talvolta in maniera osmotica – nel corso degli anni.
È quindi vero che questo hashtag ruota attorno ad un brand, ma è anche vero che, in questo caso e per tanti motivi, in #ilikeROMA i brand sono due, e coesistono sapientemente.

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Per scrivere questo post mi sono state particolarmente utili le seguenti fonti:

[1] Guido di Fraia, “Sviluppi tecnologici e processi comunicativi: immagini di una rivoluzione in corso” in Social Media Marketing, Manuale di comunicazione aziendale 2.0, Hoepli, 2011, p. 23.

[2] Paolo Iabichino, “Advertising e creatività al tempo dei social network” in Social Media Marketing, Manuale di comunicazione aziendale 2.0, Hoepli, 2011, p. 126.

[3] Ibidem, p. 126.
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CONTENT MARKETING “DI VALORE” NELLA COMUNICAZIONE AZIENDALE: L’ESEMPIO DI COLGATE ITALIA

All’interno della propria pagina Facebook, Colgate Italia rimanda al blog Le mamme del sorriso, i cui contenuti – coinvolgenti, divertenti e “a misura di bambino” (ma anche di genitore) – mirano a sensibilizzare ed educare circa l’importanza di una corretta igiene orale, scopo finale dell’acquisto e dell’uso dei propri prodotti.

Colgate Italia si configura quale punto di riferimento per i bambini ed i loro genitori, sia dimostrandosi disponibile ed aperta al dialogo sia stressando una delle caratteristiche fondamentali della propria presenza on line: essere utile. In questo modo, l’azienda mette in luce il proprio valore aggiunto, ponendo in secondo piano il proprio essere un prodotto da acquistare per soddisfare un bisogno. Tale scelta rispecchia la consapevolezza che all’interno degli “ambienti social del 2.0” le aziende hanno l’opportunità di “stimolare, rafforzare e rendere durature, e dunque anche profittevoli, le relazioni con i propri clienti, effettivi o potenziali”[1].

A me viene subito in mente il punto n. 80 del Cluetrain Manifesto[2]:

Niente paura, potete ancora fare soldi. A patto che non sia l’unica cosa che avete in mente.

E credo che Colgate Italia sia un ottimo esempio di questa presa di coscienza da parte dei brand.

Difatti, bambini e genitori sono i principali interlocutori di questa comunicazione aziendale attenta e versatile: in entrambi i casi, Colgate Italia si pone rispettivamente sul loro stesso piano, attraverso linguaggi e contenuti pensati sia per i più piccoli che per un utilizzatore adulto.

Per i primi, tutto è orientato all’insegnamento, al divertimento, alla sensibilizzazione e all’educazione; i messaggi chiave sono veicolati attraverso cartoni animati e giochi realizzati ad hoc. Suscitando l’interesse dei bambini che legheranno emozioni e nozioni al nome della marca anche da adulti, Colgate Italia diventa in questo modo un importante “alleato” dei genitori all’interno del processo educativo dei propri figli sull’importanza dell’igiene orale, a partire dalla loro più tenera età.

Per i secondi, Colgate Italia si propone quale interlocutore attento, dispensatore di consigli utili e punto di riferimento nell’ambito in cui opera; tutti ottimi motivi che spingono non solo all’acquisto ma alla scelta di questo determinato prodotto, poiché se ne condividono i valori (igiene orale), gli obiettivi (educazione) e la semplicità nel veicolarli (divertimento e coinvolgimento).

Tutto ciò riassume la decisione di un’azienda che ha capito che “una cosa è spingere fuori un messaggio pubblicitario rivolto a un target di massa e altra cosa è tirare a sé chi trova qualcosa di interessante nelle cose che hai deciso di dire”[3]. Alla base vi è un nuovo modo di considerare il proprio pubblico, che da consumer è diventato user, nonché la consapevolezza che “farsi scegliere è infinitamente più profittevole che farsi acquistare”[4].

Un’altra azione proposta recentemente da Colgate Italia (che mi piace moltissimo, e alla quale è possibile partecipare fino al 7 maggio) mira a coinvolgere i bimbi mediante un contest loro dedicato, La Scuola dei Sorrisi, in cui possono condividere e votare i loro stessi disegni.

Credo che il piano editoriale del blog Le mamme del sorriso e questo specifico concorso siano coerenti con l’importante ruolo che le aziende sono oggi chiamate a compiere, cioè essere un “soggetto etico in grado di produrre Valore Sociale”[5]. Avvicinarsi alle persone ed instaurare con esse dei rapporti autentici, creati facilitando conversazioni in cui tutti i soggetti coinvolti siano sullo stesso piano; concentrarsi sull’“individuazione di contenuti che siano vicini ad esse e che risultino rilevanti o, in alternativa, semplicemente divertenti e piacevoli”[6]: questo è ciò che sta spingendo le aziende a “stare” sui social network e, proprio per questo, è importante che un brand si chieda cosa davvero interessa ai propri interlocutori.

Rispetto al contest, credo che il Valore Sociale rappresentato dal marchio Colgate si realizzi in maniera trasversale attraverso le seguenti fasi:

– Coinvolgimento

I soggetti coinvolti sono i bambini, chiamati ad usare la propria creatività legandola ad un tema importante; i loro genitori, chiamati a condividere on line i disegni; bambini e genitori, insieme protagonisti attivi in quanto partecipanti e votanti.

– Viralità

Attraverso la creatività, il voto, e un po’ di sana competizione, oltre al marchio Colgate Italia, vengono veicolati i valori ad esso correlati.

– Educazione e brand awareness

Fra i premi in palio, è prevista una lezione per l’intera classe di ognuno dei bimbi che avrà realizzato i cento disegni più votati. La pratica del sensibilizzare e dell’educare, tanto cara al marchio Colgate Italia, si sposta dal primo luogo dedicato all’educazione, la famiglia, al secondo luogo ivi dedicato: la scuola. Non più solo una famiglia (quella del bambino artefice del disegno più votato) sarà consapevole del valore aggiunto del brand, ma – potenzialmente – il numero delle famiglie dei bambini di ogni classe. In questo modo il messaggio caro sia all’azienda che al cliente entra anche nelle scuole, rendendo a tutti gli effetti il marchio un punto di riferimento e un grande alleato nell’educazione dei bambini. Ciò che il brand sta facendo è “accogliere il soggetto consumatore come un partner con cui interagire in un rapporto paritetico e orizzontale tra due soggetti i cui interessi si sposano e si incontrano”[7].

– Fiducia

Proprio rispetto a quest’ultima fase, complementare alla fidelizzazione, segnalo la Call to Action rappresentata dalla richiesta dell’indirizzo e-mail per la partecipazione al concorso, estremamente utile ed importante per tutte azioni di E-mail Marketing che Colgate Italia deciderà di perseguire.

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Per scrivere questo post, mi sono state particolarmente utili le seguenti fonti:

[1] Guido di Fraia, “Sviluppi tecnologici e processi comunicativi: immagini di una rivoluzione in corso” in Social Media Marketing, Manuale di comunicazione aziendale 2.0, Hoepli, 2011, p. 21.

[2] Cluetrain Manifesto, tradotto da Luisa Carrada.

[3] Paolo Iabichino, “Advertising e creatività al tempo dei social network” in Social Media Marketing, Manuale di comunicazione aziendale 2.0, Hoepli, 2011, p. 126.

[4] Ibidem, pp.126-127.

[5] Guido di Fraia, “Sviluppi tecnologici e processi comunicativi: immagini di una rivoluzione in corso” in Social Media Marketing, Manuale di comunicazione aziendale 2.0, Hoepli, 2011, p. 23.

[6] Mauro Lupi, “Elementi di un piano di comunicazione on line” in Social Media Marketing, Manuale di comunicazione aziendale 2.0, Hoepli, 2011, p. 43.

[7] Guido di Fraia, “Sviluppi tecnologici e processi comunicativi: immagini di una rivoluzione in corso” in Social Media Marketing, Manuale di comunicazione aziendale 2.0, Hoepli, 2011, p. 21.

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Alternativa a Google Alert

Alternative a Google Alert

Nella stragrande maggioranza del materiale che si trova online sulla reputazione digitale di persone e imprese, spunta sempre il consiglio “fatti un google alert”. Peccato che sia ormai parecchio che Google ha, di fatto, abbandonato lo sviluppo di questo servizio. Fateci caso, avete notato quanti pochi alert ricevete? Avete notato la qualità dei link? Avete capito che vengono esclusivamente da un numero ristrettissimo di siti web di notizie?
Se siete un minimo attenti lo avrete sicuramente notato anche voi: il servizio è andato in calando fino a diventare praticamente inutile..
Un vero peccato, specialmente perché di un servizio così c’è proprio bisogno.
Ma quali sono le alternative a google alert? Ve ne sono di credibili e funzionati?
Al momento ho scoperto e testato TALKWALKER.com.
Talkwalker Alert è un servizio gratuito che ambisce a sostituire completamente Google Alert. Il funzionamento è pressoché identico a quello che offre Google ma con una serie di fonti monitorate di numero assai maggiore. Inoltre è in grado di inoltrarti gli alert al tuo indirizzo email oppure di passarli direttamente al tuo RSS feed reader.
Interessante anche la funzione che permette di esportare i criteri degli alert in modo da averli sempre a disposizione. ( sia in .CSV che in .OPML).

#DRschool Sacro Cuore di Lugo

#DRschool al Sacro Cuore di Lugo

Questa mattina siamo stati ospiti dell’Istituto Tecnico per Periti Aziendali e Corrispondenti in Lingue Estere paritario “SACRO CUORE” di Lugo di Romagna.
Due orette in compagnia di ragazzi svegli e simpatici, che studiano tre lingue e che fanno parecchie ore di marketing.
Con loro abbiamo parlato di cyberbullismo e di cosa si può fare per non subire la Rete, di come si può costruire una presenza positiva a partire da ciò che ci piace.
Abbiamo, fra l’altro, fatto un po’ di live-tweet, grazie alla disponibilità di Valentina. Non Ci siamo fatti mancare nulla, lanciando anche il nostro hashtag per le giornate nelle scuole: #DRschool. Dateci uno sguardo.

#DeleteCyberbulling: stop al Cyberbullismo


E’ partita #DeleteCyberbulling ( www.deletecyberbullying.eu ) la campagna europea contro il Cyberbullismo promossa da COFACE (Confederation of Family Organisations in the European Union).
Tutto bello, se non un po’ irreale in alcuni punti. Controllare le proprie immagini sui social network è già impegnativo, chiedere agli altri do non pubblicare le foto in cui siamo presenti….sfiora l’utopia.
Ad ogni modo, una buona occasione per sensibilizzare contro una piaga molto più diffusa di quanto si possa credere.