Intervista a Jonathan N. Schreiber di Pipl

January 18th, 2010 § 1

Jonathan N Schereiber - Pipl.com
Oggi scopriamo qualche cosa in più su quello che sembra essere il motore più performante nel People e Business Searching. Lo facciamo conoscendo Jonathan N. Schreiber, SVP Business Development, di Pipl.

GM: Da un lato, quando uso Pipl resto sempre meravigliato dalla sua profondità e capacità di analisi. Su di me, ad esempio, saltano fuori informazioni che avevo completamente dimenticato di aver lasciato in Rete. Benché abbia provato a cercarmi con molti altri motori, Pipl.com è quello che ha ripescato il maggior numero di informazioni. Dall’altro lato, però, su Pipl non riesco ad apprendere nulla. Sulla vostra home-page le informazioni sono ridotte all’essenziale. A cosa è dovuta tutta questa riservatezza?

JNS: Ah! Nessun segreto volontario. Alla fine dei conti siamo un servizio che ha un unico obiettivo: essere il miglior People (nd Business) Search Engine. Quindi, in questo senso non credo che alla gente veramente importi chi siamo; almeno finché si raggiunge questo tipo di risultato. Inoltre devi tenere presente che siamo una squadra composta prevalentemente da ingegneri, architetti e product manager (vale a dire dei geek), e che in genere non sono figure che hanno attenzione agli stessi dettagli di un team di vendita. In aggiunta, praticamente tutto il nostro business development e’ rivolto all’esterno ed e’ basato su relazioni strategiche; di conseguenza, la creazione di un sito corporate non è mai stata una delle nostre priorità.

GM: E’ possible conoscere qualche cosa in più sul progetto? Quando è nato? Quali piani avete per la vostra espansione? Chi ha avuto l’idea di fondare Pipl?

JNS: L’azienda è stata fondata poco più di 4 anni fa da Matt Hertz, il nostro amministratore delegato. L’obiettivo iniziale della società era quello di costruire un motore di ricerca basato sulla ricerca object-oriented (quindi niente a che vedere con “key word” e “pertinenza”). Quando l’azienda ha lanciato il suo prodotto, abbiamo lanciato un motore di ricerca generico, ma abbiamo presto scoperto che i nostri utenti avevano un certo “appetito” per le ricerche sulle persone. Così è nato il nostro fucus sul tema in questione. In termini di espansione stiamo lavorando su due binari, uno è quello di mantenere la nostra leadership sui dati, il secondo è quello di migliorare l’uso di tali dati attraverso delle partnership.

GM: Se dovessi dare 3 suggerimenti strategici, tre cose da non scordare mai di fare, per avere un’ottima reputazione online quali sarebbero?

JNS: Uno: Ricordatevi che tutto ciò che mettete on-line (e forse anche off-line) sarà disponibile per sempre, quindi state attenti e fatevi furbi. Secondo: utilizzare i blog, LinkedIn, e gli altri strumenti al fine di garantire che quando qualcuno vi cercherà online, la prima cosa che troverà sarà ciò che volete voi. Terzo: Sappiate che quando credete di essere anonimi (ad esempio quando fate un commento su un blog usando solo il vostro username), in realtà non lo siete. Le aziende possono ‘facilmente’ ricomporre il puzzle e mettere tutti i dati insieme per avere una fotografia di voi. Bisogna essere diligenti perché veramente, oggi, non ci sono più segreti.

GM: Uno dei temi caldi legati alla ricerca di nomi di persona online è quello dell’omonimia. Come posso differenziarmi dai miei omonimi? Inoltre quali suggerimenti possono essere dati per limitare i danni che alcune delle loro azioni possono arrecare indirettamente anche alla mia reputazione?

JNS: Trovare la soluzione per questo problema sarebbe per noi come trovare il Santo Graal! Io non credo che ci sia, al momento, davvero qualcosa di efficace che un utente possa fare, ma stiamo lavorando su un paio di progetti che, spero, potranno essere di aiuto. Il fatto è che ci sono un sacco “John Smith” negli Stati Uniti e senza un occhio umano è difficile coglierne le differenze. Invece, per quanto riguarda le azioni da fare per limitare i danni che gli omonimi possono arrecare, credo che valga quello che ho detto prima. È necessario garantire che la vostra voce sia quella che appare per prima, piuttosto che le informazioni sul tizio che è appena stato messo in carcere e che porta il vostro stesso nome.

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§ One Response to “Intervista a Jonathan N. Schreiber di Pipl”

  • Interessante. Il fatto che anche uno dei people search engine più potenti come Pipl non sia ancora in grado di distinguere tra due nomi omonimi indica quanto sia importante lavorare a monte per distinguersi e difendere la propria reputazione.

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