Segui le conversazioni in Rete con WhosTalkin.com

January 27th, 2010 § 0

WhosTalkin.com si è recentemente rinnovato. Il logo è cambiato e il 4 gennaio scorso è uscito un video che insegna ad usarlo.

WhosTalkin.com non è altro che un motore di ricerca per social media, uno strumento che vi permetterà di trovare le conversazioni che ruotano intorno ai temi che vi stanno a cuore.
Cosa si dice nella blogosfera sulla vostra cantante preferita? Sul marchio della vostra azienda? Sul vostro migliore amico? Sullo scrittore di cui leggete tutti i romanzi? Sulla vostra pizzeria preferita?
La cosa positiva che differenzia WhosTalkin.com da altri servizi simili è la semplicità d’uso, grazie alla quale si riescono a dividere le fonti delle informazioni per categoria: Blog, News, Network, Video, Immagini, Forum e Tag.

Il tempo ci farà sapere se i miglioramenti che si sono visti in queste ultime settimane e che sono volti ad dare a WhosTalkin.com un’immagine più professionale, porteranno i frutti che l’azienda sta cercando.

Sopo.it e la reputazione delle aziende

January 25th, 2010 § 2

Esce su Il Sole 24 Ore la classifica delle aziende italiane in cui si lavora meglio. Vince Microsoft, seguita da Mars Italia e Cisco. Ma c’è un’altra classifica che fa parlare parecchio la Rete: è quella di Sopo.it. Si tratta di un servizio online che permette ai dipendenti di dare un giudizio sull’azienda per la quale hanno lavorato, in maniera completamente anonima e attraverso ad un sistema di rating efficace e chiaro.
A prima vista la piattaforma può sembrare una sorta di “muro delle lamentazioni” in cui gli ex dipendenti lanciano i loro giudizi e le loro piccole vendette contro gli loro vecchi datori di lavoro. Ma guardando meglio, Sopo.it si dimostra una miniera di informazioni sulla reputazione delle aziende. Le informazioni sono tante e se lette nel giusto modo, possono rivelarsi particolarmente interessanti e utili. La piattaforma di Sopo.it è così destinata a diventare il punto di riferimento per chi vuole conoscere la reputazione della propria impresa e per chi vuole controllare quella dell’azienda che lo sta per assumere.

Per capire meglio questa realtà abbiamo contattato Stefano Parisi, Amministratore Delegato di Buon Lavoro s.r.l. e socio fondatore di Sopo.it.

A lui va un sentito ringraziamento per la disponibilità dimostrata nel rispondere alle nostre domande.

GM: In Rete, quando sento parlare di anonimato garantito, iniziano a venirmi mille scrupoli. Finisco sempre per pensare che qualcuno, alla fine, si rivenderà i miei dati o ancor peggio, che i giudizi che scrivo, finiscano direttamente nelle mani del mio ex-datore di lavoro o del mio capo. Puoi rassicurare noi utenti, sulle modalità con cui viene effettuato il trattamento dei dati, magari spiegandoci anche il business model che sostiene Sopo?

SP: Fin dall’inizio abbiamo riposto molta attenzione al trattamento dei dati dei nostri utenti per garantirne l’anonimato, siamo a conoscenza di tante brutte esperienze raccontate dai principali giornali in cui alcuni dipendenti sono stati licenziati o sono stati spinti alle dimissioni per il solo fatto di aver espresso opinioni negative nei confronti della propria azienda. Abbiamo quindi voluto creare uno strumento sicuro in cui i dipendenti possano esprimersi liberamente.
Ovviamente nelle “condizioni di utilizzo” è specificato che ciascuno rimane responsabile delle proprie idee anche nel caso in cui queste risultino diffamatorie nei confronti delle aziende recensite.
Il nostro business model non prevede in alcun modo la vendita o la cessione dei dati raccolti a terzi, tanto meno ad eventuali datori di lavoro, siano essi ex o attuali. Questo risulta possibile grazie ai finanziamenti ricevuti che ci permettono completa autonomia nei confronti delle aziende recensite.

GM: Leggendo alcuni commenti dei lavoratori, si capisce subito che è facile imbattersi in persone particolarmente deluse, che sfogano la loro frustrazione e il loro risentimento contro l’ex datore di lavoro. Altre volte capita di trovare recensioni vergate dagli stessi datori di lavoro, impegnati ad “autocelebrarsi” senza ritegno. Quali consigli ti senti di dare a chi desidera consultare nella giusta maniera le informazioni contenute in Sopo, al fine di potersi formare una visione realistica delle potenzialità che l’azienda in oggetto è in grado di offrire alla propria crescita professionale ?

SP: Ho letto tutte le recensioni personalmente e ritengo che l’azienda non possa ritenersi senza responsabilità nel caso in cui un dipendente risulti frustrato. E’ opinione comune, evidentemente anche tua, che la frustrazione dei dipendenti non dipenda dalle politiche aziendali, bisognerebbe probabilmente fare un ulteriore sforzo e interrogarsi sulle responsabilità aziendali. Per quanto riguarda invece l’autocelebrazione dei datori di lavoro ritengo che questo sia un problema temporaneo oltre che inevitabile, verrà tuttavia superato nel momento in cui il numero di commenti per ciascuna azienda avrà superato la massa critica di 5/10 commenti. Verosimilmente ci saranno infatti almeno 10 dipendenti per ciascun datore di lavoro…

Per consultare correttamente il portale basterà leggere tutte le opinioni inserite (al momento si tratta di una consultazione di pochi minuti) confrontando le aziende dello stesso settore tra di loro (utilizzando la funzione confronta) in modo da avere una visione di insieme sui punti di forza e di debolezza di ciascuna azienda.

Votando la propria azienda si aiuta non solo il portale a crescere ma si offre la possibilità alla stessa di capire quali sono i punti su cui investire maggiormente per crescere e migliorare.

GM: Sopo.it, oggi recensisce circa 200 aziende. Sbaglio? Non sono molte, non sono poche. Considerando che siete giovani e che quelle che contano le recensite pressoché tutte, direi che il bilancio è positivo. Adesso però il gioco diverrà tanto più interessante quante più recensioni sarete in grado di collezionare. Quali azioni avete in programma per aumentare il numero dei votanti?

SP: Al momento abbiamo raccolto circa 800 commenti e recensiamo circa 200 aziende, è un ottimo risultato visto che siamo on-line da poco più di un mese e che siamo ancora in pieno sviluppo. Stiamo infatti raccogliendo le segnalazioni degli utenti che ci stanno aiutando a migliorare il servizio.
Nel prossimo futuro stiamo sviluppando nuove funzionalità che dovrebbero rendere il portale ancora più interessante e soprattutto stiamo lavorando ad un piano di comunicazione che ci permetta di essere conosciuti dal grande pubblico.

GM: La vostra piattaforma, sovverte l’ordine delle cose e per le imprese è sempre più difficile mantenere il controllo sulle informazioni e sulla propria reputazione online. Considerando che molte delle aziende recensite sono anche quotate in borsa, credo che alcune, se non vi hanno già chiamato è perché, ancora, non si sono accorte dell’esistenza delle recensioni al vetriolo custodite fra le vostre pagine. Ma un’azienda quali opportunità può cogliere dalle informazioni che vengono censite in Sopo.it?

SP: Come abbiamo spiegato chiaramente noi offriamo un duplice servizio, il primo è rivolto agli utenti che possono valutare bottom-up il proprio lavoro raccontando la propria esperienza, il secondo è un servizio rivolto alle aziende che potranno utilizzare il nostro portale come uno strumento di monitoraggio della soddisfazione dei dipendenti per scoprire i propri punti di forza e debolezza e raggiungere il miglioramento continuo della qualità del lavoro. E’ dimostrato che maggiore è la soddisfazione, migliori saranno i risultati aziendali.

Devo dire che i contatti che abbiamo avuto al momento con i rappresentanti aziendali sono stati positivi volti in particolar modo al miglioramento del servizio. C’è stato chi ha utilizzato il portale per fare una vera e propria indagine di soddisfazione interna, in questo modo ci poniamo come organismo terzo e indipendente in grado di garantire l’anonimato dei fruitori del servizio. Il risultato è stato utile e apprezzato.

GM: Quello che dici è interessante e credo che questo tipo di servizio, se usato in maniera non superficiale, possa avere una grande utilità sia per le aziende che per i lavoratori. Prima però, di ringraziarti per la disponibilità e salutarci, toglici un’ultima curiosità, un po’ banale se vuoi, ma ce la chiediamo tutti: Sopo, che vuol dire? Come avete trovato questo nome?

SP: Sopo è un nome di fantasia, un nome bizzarro nato in tempi non sospetti da una mente creativa, questo nick è stato coltivato per anni nella consapevolezza che prima o poi avrebbe fatto nascere qualcosa di buono, Sopo è per noi un nome familiare che adesso è diventato un progetto, che in pieno stile web 2.0, mira a sconvolgere le regole per creare qualcosa di unico, grande e assolutamente indispensabile.

Intervista a Vladimir Oane di uberVU

January 11th, 2010 § 0

Vladimir Oane uberVU

Ho fatto quattro chiacchere sui temi dell’identità digitale, delle reputazione in Rete e sulle tracce che si lasciano navingando con  Vladimir Oane, Founder & CEO di uberVU, un potente motore che scandaglia i social network e ti aiuta nello scovare e seguire le conversazioni che ti interessano, anche quando queste avvengo su più piattaforme differenti.

Ne è uscita un’intervista interessante, in cui Vladimir ci dà alcuni suggerimenti dal suo particolare punto di vista.

GM: Se ti chiedessero la ricetta per avere un’ottima reputazione online, cosa potresti suggerire? Come secondo te, potrebbe essere usato uberVU anche dalle persone comuni per gestire in maniera corretta la propria digital identity?

VO: Gli strumenti sono sicuramente fondamentali ma credo che la mentalità sia l’aspetto più importante. Bisogna partecipare alle conversazioni e vivere attivamente la  “Socialsphere”. Una volta che è sia fatto questo, allora ci si accorge di avere bisogno di uno strumento di analisi come uberVU per andare ad un livello successivo.

GM: C’è la convinzione che su internet le ricerche che hanno per oggetto un nome e un cognome siano eseguite solo per leggere l’ultimo gossip sui VIP o al massimo per ritrovare vecchie fiamme e compagni di scuola. Tu, invece, come usi le digital footprint che le persone lasciano online? Ti è mai capitato di reperire attraverso internet informazioni su partner commerciali che avresti dovuto incontrare nel breve periodo, su professionisti che proponevano la loro candidatura per una carriera nella tua azienda, ecc…?

VO: Certamente il gossip è una categoria popolare… nessuno può negarlo. Sono sicuro che la maggior parte delle persone utilizzi internet in questo modo, ma sono anche certo che oggi viviamo così “pubblicamente”, che è quindi normale ricorrere ai Social Network per cercare informazioni ogni volta che si assume qualcuno o si sta per incontrare un partner d’affari per la prima volta.

Mentre alcune persone  inorridiranno alla sola idea di ricorrere alle digital footprints, sicuramente sempre più aziende ne approfitteranno, perché queste informazioni sono preziose. Dalle vendite alle ricerche di mercato … non vi sarà alcun reparto aziendale non influenzato dai Social Media.

GM: Restando in tema di personal digital reputation, spesso i vip gestiscono la loro reputazione online esattamente come lo fanno i marchi di prestigio, ma cosa puoi dirmi dei politici? Pensi che uberVU possa essere d’aiuto anche a loro? Credo che su questo tema, anche i cittadini possano avvantaggiarsi dell’uso della vostra piattaforma per eliminare il rumore di fondo e seguire le idee e le azioni dei leader politici solo sulle cose veramente importanti. Cosa ne pensi? Siete a conoscenza di qualche uso curioso di uberVU?

VO: La politica sarebbe davvero un caso interessante, purtroppo non è che molti politici siano così aperti ad impegnarsi in attività sui social media. La campagna social di Obama è stato un grande successo, ma si può solo sperare che altri politici, da tutto il mondo vadano a seguire il suo esempio abbracciando questi nuovi strumenti.

Il Brand Monitoring è di gran lunga l’attività più diffusa su uberVU. Ma alcune persone lo utilizzano per monitorare i solo settori e vedere le storie più discusse nei loro campi di interesse, mentre altri usano uberVU per spiare i loro concorrenti o come strumento marketing. L’utilizzo di uberVU è a discrezione degli utenti.

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