<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Digital Reputation &#187; foto imbarazzanti</title>
	<atom:link href="http://www.digitalreputation.it/tag/foto-imbarazzanti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.digitalreputation.it</link>
	<description>i nostri atti ci seguono</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Jan 2012 15:41:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
		<item>
		<title>La privacy fin dal concepimento</title>
		<link>http://www.digitalreputation.it/2011/01/16/privacy-bambini-internet/</link>
		<comments>http://www.digitalreputation.it/2011/01/16/privacy-bambini-internet/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 19:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgiominguzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[ecografie online]]></category>
		<category><![CDATA[foto imbarazzanti]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[nascituri]]></category>
		<category><![CDATA[neonati]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.digitalreputation.it/?p=613</guid>
		<description><![CDATA[L’autunno scorso la famosa ditta di sicurezza informatica AVG ha pubblicato uno studio relativo alle digital footprints lasciate dai bambini. Una ricerca abbastanza rigorosa che ha coinvolto molti Paesi occidentali fra i quali Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Spagna, Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Da questo studio sono emersi dati, per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’autunno scorso la famosa ditta di sicurezza informatica <a href="http://www.avg.com" target="_blank"><strong>AVG</strong></a> ha pubblicato uno studio relativo alle <strong>digital footprints</strong> lasciate dai bambini. Una <a href="http://jrsmith.blog.avg.com/2010/10/would-you-want-a-digital-footprint-from-birth.html" target="_self">ricerca abbastanza rigorosa</a> che ha coinvolto molti Paesi occidentali fra i quali Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Spagna, Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Da questo studio sono emersi dati, per un certo verso, sorprendenti. Basti pensare che il <strong>34% delle madri ha dichiarato di aver postato online l’ecografia</strong> del proprio bambino. Il <a href="http://jrsmith.blog.avg.com/2010/10/would-you-want-a-digital-footprint-from-birth.html" target="_self">rapporto</a> parla di un 33% di neonati che avrebbe immagini pubblicate in Rete. Uno studio come questo, mette in evidenza come i bambini comincino a lasciare <strong>tracce digitali</strong> della loro vita, ancor prima di venire alla luce. Senza però avere la minima possibilità di tutelare la propria intimità e riservatezza. <span id="more-613"></span><br />
Un terzo vede pubblicate online le foto del parto direttamente da papà e mamma. E ancora, c’è chi apre un blog sul nascituro, chi gli crea un account email ancor prima che emetta un vagito e chi dissemina i social network delle sue immagini mentre fa il bagnetto. Insomma, non ci sono speranze per la riservatezza, perchè appena nati il 70% dei genitori “spamma” amici, parenti e social network con le nostre immagini.<br />
Certo, il mestiere del genitore è sicuramente il più difficile del mondo, ma occorre che i padri e le madri diventino custodi più consapevoli della privacy dei loro figli. Vorrei francamente sentire cosa direbbero se qualcuno curiosasse nei vecchi album di casa e prendesse da lì qualche foto ingiallita, magari quella sul vasino da notte, e le pubblicasse con su Facebook. Taggate e ben visibili li per tutti, amici e colleghi di lavoro.<br />
Per fortuna alcuni studi americani evidenziano come a volte, gli adolescenti siano più consapevoli dei genitori sulla cura della loro privacy. Nel rapporto intitolato “<a href="http://www.truste.com/privacy_seals_and_services/consumer_privacy/social_networking_survey.html" target="_blank"><strong>The Kids Are Alright</strong></a>” si evince come il 66% degli adolescenti sia interessato a sapere l&#8217;identità di colui che accede ai loro profili sui social network e come l’80% di loro abbia in quache modo utilizzato le funzioni e i parametri di riservatezza per celare i contenuti digitali che non volevano condividere online. Il rapporto è pubblicato gratuitamente online, corredato di una bella <a href="http://www.truste.com/pdf/TRUSTe_ParentTeenPrivacyTips.pdf" target="_blank"><strong>guida per genitori</strong></a>. E&#8217; una lettura che merita di essere consigliata.</p>
<p>Photo credits: <strong id="yui_3_2_0_1_1295204784057548"> </strong><strong id="yui_3_2_0_1_1295204784057548"><a href="http://www.flickr.com/photos/jacksonlatka/">Jackson Latka</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.digitalreputation.it/2011/01/16/privacy-bambini-internet/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Errori che si pagano cari&#8230;</title>
		<link>http://www.digitalreputation.it/2010/02/13/errori-che-si-pagano-cari/</link>
		<comments>http://www.digitalreputation.it/2010/02/13/errori-che-si-pagano-cari/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 20:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgiominguzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal]]></category>
		<category><![CDATA[foto imbarazzanti]]></category>
		<category><![CDATA[sexting]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.digitalreputation.it/?p=362</guid>
		<description><![CDATA[Tutti possono scontrarsi con situazioni nelle quali non avrebbero mai voluto imbattersi. A volte è la sorte a buttarci nella mischia, altre volte sono le persone a noi care che inavvertitamente (o meno) ci fanno del male, altre volte siamo noi, con delle imprudenze, a metterci nei guai con le nostre mani. Di quest’ultimo caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-361" title="Nudi su Facebook" src="http://www.digitalreputation.it/wp-content/uploads/2010/02/nudi-su-facebook.jpg" alt="Nudi su Facebook" width="462" height="231" /><br />
Tutti possono scontrarsi con situazioni nelle quali non avrebbero mai voluto imbattersi. A volte è la sorte a buttarci nella mischia, altre volte sono le persone a noi care che inavvertitamente (o meno) ci fanno del male, altre volte siamo noi, con delle imprudenze, a metterci nei guai con le nostre mani.<br />
Di quest’ultimo caso parla proprio il rapporto realizzato da <a href="http://www.savethechildren.it/IT/Tool/News/Single?id_news=36" target="_blank">Save the Children</a> e <a href="www.adiconsum.it" target="_blank">Adiconsum</a>, in cui si scopre che l’<strong>8% di minori</strong> tra i 15 e i 17 anni che usa Internet per mettere online foto di sé nudi o in atteggiamenti sessualmente espliciti.<br />
Questo è uno dei tanti dati preoccupanti emersi grazie alla ricerca dal titolo “<strong>Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani</strong>” stilata da queste due organizzazioni, in occasione della giornata dedicata all’uso sicuro e responsabile delle nuove tecnologie fra i giovani.</p>
<p>Purtroppo nel nostro Paese diverse imprudenze di questo tipo hanno conquistato gli onori delle cronache e sono state in grado di rovinare irrimediabilmente la vita a diversi giovani (soprattutto ragazze).</p>
<p>Video hard girati con il fidanzato che finiscno in Rete, immagini  scattate di nascosto che vengono pubblicate su Facebook, ci mancava solo il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8FyC_Czo2ZM" target="_blank">sexting</a>. Questi generi di contenuti si diffondono da subito nel paese, nella propria città. Poi si ha a che fare con gli sguardi della gente, con la delusione dei genitori&#8230;e poi? Poi si finisce per leggere  il proprio nome sui quotidiani. Già. perchè un tempo, sin dal giorno dopo, le loro pagine erano destinate ad incartare la verdura al mercato. Oggi, invece,  con internet le pagine restano lì, sempre pronte a raccontare le vostre &#8220;<em>imprese</em>&#8221; a chiunque cerchi qualche informazione su di voi.</p>
<p>In Italia di storie tristi legate a questi temi ne abiamo purtroppo avute tante. <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=1415&amp;numero=999" target="_blank">Perugia</a>, <a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/36739" target="_blank">Adria</a>, <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/notizie/cronaca/2010/8-gennaio-2010/gira-video-porno-tre-ritrova-internet-col-suo-nome-1602260976308.shtml" target="_blank">Feltre</a>, <a href="http://www.bolognatg24.it/2010/02/moncalieri-donna-ricattata-da-ex-fidanzato-le-tue-foto-hard-su-fb-2-arresti-in-citta/" target="_blank">Moncalieri</a>, <a href="http://www.webonair.org/leggi-e-diritto/foto-porno-della-ex-su-internet-condannato/" target="_blank">Milano</a>, <a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/suora_in_topless_su_facebook_per_vendetta.html" target="_blank">Torino</a>, non si ferma certamente a queste l&#8217;elenco delle città in cui si sono consumati drammi del genere. Lo shock e la vergogna sono fortissimi. Gli effetti dovuti a questi traumi scavano dentro di noi come fiumi carsici, per poi riaffiorare a distanza di tempo con tutta la loro forza.</p>
<p>L’unica cosa da fare è <strong>non</strong> <strong>farsi mai né riprendere né fotografare in questi atteggiamenti</strong> e in queste situazioni. Nemmeno dalle persone di cui abbiamo la massima stima e fiducia. <strong>Mai</strong>. Da nessuno e per nessun motivo.</p>
<p>Vi sembrerà poco, ma non c&#8217;è altro da fare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.digitalreputation.it/2010/02/13/errori-che-si-pagano-cari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

