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	<title>Digital Reputation &#187; reputazione online</title>
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		<title>Il villaggio e la piazza</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 06:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antoninoattanasio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tema della &#8220;digital reputation&#8221; è scottante e richiederebbe un intervento legislativo a livello nazionale e comunitario finalizzato a ridisegnare i confini della privacy e della riservatezza. Come prima riflessione sul tema, si può rilevare che nelle forme di espressione del Web &#8211; socialnetwork, blog, forum di discussione, mailinglist, chatroom &#8211; c&#8217;è &#8220;qualcosa di nuovo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.digitalreputation.it/wp-content/uploads/2010/02/villaggi-piazza.jpg" alt="Il villaggio e la piazza" title="Il villaggio e la piazza" width="462" height="271" class="alignleft size-full wp-image-405" /><br />
Il tema della &#8220;digital reputation&#8221; è scottante e richiederebbe un intervento legislativo a livello nazionale e comunitario finalizzato a ridisegnare i confini della privacy e della riservatezza. Come prima riflessione sul tema, si può rilevare che nelle forme di espressione del Web &#8211; socialnetwork, blog, forum di discussione, mailinglist, chatroom &#8211; c&#8217;è &#8220;qualcosa di nuovo, anzi d&#8217;antico&#8221;. L&#8217;&#8221;antico&#8221; è il villaggio, i minimi termini di una comunità di persone che decidono di condividere una porzione della loro vita individuale. La piazza è allora il centro del villaggio e la via principale il canale che la alimenta. Tutti sapevano tutto di tutti nel villaggio, la notizia correva di bocca in bocca, spesso ingigantendosi con particolari. La Rete è il villaggio contemporaneo e i suoi strumenti di espressione sono l&#8217;equivalente della &#8220;piazza&#8221; e del corso principale&#8221;. In questo contesto la digital reputation nulla innova rispetto a quella che un tempo era la &#8220;fama&#8221;. Nessuno costringe nessuno: le notizie, i dati e le informazioni sono liberamente immesse e altrettanto liberamente circolano, sono apprese emodificate. Ecco questo è il punto di partenza per ogni discussione serena priva di pregiudizi: nessuno è obbligato a usare determinati strumenti diespressione allo stesso modo che nessuno è obbligato a girare in piazza né  tantomeno a raccontare di sé al primo che incontra.</p>
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		<title>La reputazione online nella vita professionale e privata</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 17:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgiominguzzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hutch Carpenter, sostiene che entro 20 anni ciascuno di noi sarà caratterizzato da un punteggio relativo alla propria reputazione online. Lo afferma sul suo blog in un articolo dal titolo: “In the future We’ll all have Online Reputation Scores”. Vent’anni sono tanti, e non so francamente cosa accadrà. Inoltre, come dice Jack Dorsey , non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.digitalreputation.it/wp-content/uploads/2010/01/indagine-reputazione-online.jpg"><img src="http://www.digitalreputation.it/wp-content/uploads/2010/01/indagine-reputazione-online.jpg" alt="La reputazione online" title="La reputazione online" width="463" height="309" class="alignleft size-full wp-image-251" /></a></p>
<p><a href="http://bhc3.wordpress.com/about/" target="_blank"><strong>Hutch Carpenter</strong></a>, sostiene che entro 20 anni ciascuno di noi sarà caratterizzato da un punteggio relativo alla propria reputazione online. Lo afferma sul suo blog in un articolo dal titolo: “<a href="http://bhc3.wordpress.com/2010/01/26/in-the-future-well-all-have-online-reputation-scores/" target="_blank">In the future We’ll all have Online Reputation Scores</a>”.<br />
Vent’anni sono tanti, e non so francamente cosa accadrà. Inoltre, come dice <a href="http://www.123people.it/blog/identita-digitale-e-reputazione-online-intervista-a-jack-dorsey-di-twitter/" target="_blank">Jack Dorsey</a> , non è che ci sia al momento nulla di particolarmente innovativo in quest’ ambito.</p>
<p>Al momento invece, c’è già un trend ben delineato e assai più attuale, che è quello evidenziato alla ricerca di Microsoft realizzata a dicembre 2009. La ricerca dal titolo: “<strong>Data Privacy Day: Perceptions study</strong> ” evidenzia  i molteplici aspetti in cui la reputazione online, riveste un ruolo di primaria importanza nella nostra vita. Con inimmaginabili ripercussioni persiono in quella lavorativa.</p>
<p>Per realizzarla si è usato un campione abbastanza vasto, 1200 responsabili delle risorse umane e 1200 normali lavoratori, provenienti da diverse Nazioni: Stati Uniti, UK, Francia e Germania.<br />
I risultati sono molto interessanti e fanno emergere fondamentalmente tre macro-questioni:</p>
<p><strong>L’impatto della reputazione online sulla vita professionale</strong><br />
Inaspettatamente si è visto che l’impatto delle nostre tracce in Rete è diventato nel tempo un fattore chiave, tenuto in considerazione da molti recruiter; anche se questa attitudine varia a seconda della nazionalità. Ad ogni modo, le aziende più strutturate hanno già iniziato ad implementare delle policy sulla valutazione che tengano conto della <em>reputazione online</em> dei candidati.</p>
<p>Ad eccezione della Francia, dove questo trend ha segno inverso, sono i recruiter di sesso maschile quelli più propensi ad utilizzare internet per valutare i profili che gli sono sottoposti. Queste ricerche non sono affatto superficiali, bensì scopriamo che sono molto più approfondite di quanto fosse possibile immaginare e che i recruiter si sentono pienamente legittimati nel cercare le tue citazioni, guardare il tuo profilo su linkedin, su twitter, su facebook. Inoltre, benché non tutto ciò che si trova in rete, è detto che sia vero, capita che alcune candidature vengano rifiutate comunque per le informazioni che sono emerse da questo tipo di analisi. I recruiter sostengono inoltre di dire sempre ai canditati se il rifiuto sia dovuto a materiale su di loro trovato online, ma i candidati non confermano questa affermazione.</p>
<p><object data="data:application/x-silverlight-2," type="application/x-silverlight-2" width="460" height="240"><param name="source" value="http://www.microsoft.com/showcase/silverlight/player/1/player.xap"/><param name="enableHtmlAccess" value="true" /><param name="background" value="black" /><param name="minRuntimeVersion" value="3.0.40624.0" /><param name="autoUpgrade" value="true" /><param name="initParams" value="Uuid=96179773-76fc-407f-b945-ae828f872ba7,Autoplay=False,ShowMenu=True,MiscControls=FullScreen;Detached,RelatedVideosUrl=videobytag.aspx?mk=us&#038;ns=VC_Source%2cRV&#038;tag=CMG_US:CMG_Microsoft%2cworld privacy day&#038;ps=15,ShowMarketingOverlay=True,MarketingOverlayUrl=http://www.microsoft.com/privacy/dpd,MarketingOverlayImage=/showcase/Content/img/video_data/microsoft.gif,MarketingOverlayText=Visit this Website,LearnMoreUrl=http://www.microsoft.com/privacy/dpd,ReferringSiteUrl=http://www.microsoft.com/privacy/dpd,ReferringSiteImage=/showcase/Content/img/video_data/microsoft.gif,VideoInfo=Title;Views;Time;Rating;Referrer,VideoUrl=http://www.microsoft.com/showcase/en/us/details/96179773-76fc-407f-b945-ae828f872ba7,Culture=US,Tabs=Embed;Email;Share;Info"></param>
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<img src="http://img.microsoft.com/showcase/Content/img/resx/en-us/installSL.gif" alt="Get Microsoft Silverlight" style="border-style: none"/><br />
</a><br />
<noscript>
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<p></noscript><br />
</object></p>
<p>Comunque sia, il selezionatore sente la questione della <em>reputazione online</em> come una cosa strettaente legata al suo lavoro e ai suoi obiettivi.<br />
<strong><br />
L’impatto della reputazione online nella vita privata</strong><br />
È facile cercare informazioni sulla reputazione online di qualcuno nel caso in cui si voglia avere relazioni sociali o sentimentali, ma l’assiduità di questo tipo di ricerca varia molto a seconda dell’età. Il campione intervistato si dimostra preoccupato per quello che può accadere alla loro identià digitale. Temono infatti di essere vittime di bullismo, di atti di diffamazione, di truffe o molestie. Gli intervistati inoltre affermano di temere particolarmente per la loro reputaizone online i contenuti generati da dispositivi mobili come cellulari, fotocamente, registratori…</p>
<p><strong>Cosa viene fatto per mantenere la propria reputazione online</strong><br />
Il campione intervistato sembra porre molta attenzione nel mantenere separata l’identità privata da quella professionale, infatti la maggioranza afferma di utilizzare misure per difendere la propria reputazione online, ma sono abbastanza divisi sulle capacità di gestire gli strumenti e la responsabilità dovuta ai problemi di questo tipo.<br />
Ma sarà vero? Gli utenti sono realmente proattivi e attenti a queste tematiche?</p>
<p>Alla fine il dato più rilevante, e per certi versi impressionante, è che il 79% dei selezionatori e dei responsabili delle risorse umane negli USA, controllano già oggi, le informazioni presenti online quando devono validare una candidatura. Un curriculum poco chiaro, oppure doppi o tripli CV a seconda del taglio che si vuole dare alla propria candidatura, vengono tutti controllati cercando informazioni online e valutando le digital footprint lasciate in Rete.</p>
<p><a href="http://www.digitalreputation.it/wp-content/uploads/2010/01/cosa-fa-una-pessima-reputaione-online.png"><img src="http://www.digitalreputation.it/wp-content/uploads/2010/01/cosa-fa-una-pessima-reputaione-online.png" alt="Cosa interessa allo HR manager di quello che fai online?" title="Cosa interessa allo HR manager di quello che fai online?" width="465" height="332" class="aligncenter size-full wp-image-252" /></a></p>
<p>Volentieri, vi metto a disposizione la ricerca completa preparata da Microsoft:<br />
-	<a href="http://go.microsoft.com/?linkid=9709510" target="_self">Online reputation research overview</a> (PDF completo)<br />
-	<a href="http://go.microsoft.com/?linkid=9709255" target="_self">Online reputation research</a> (presentazione Power Point)</p>
<p>Vi consiglio quindi di stampare e conservare questa preziosa ricerca. Se è vero quello che dice <a href="http://blogs.technet.com/privacyimperative/archive/2010/01/27/microsoft-releases-a-study-on-data-privacy-day.aspx" target="_blank">Peter Cullen</a>, chief privacy strategist di Microsoft sul suo blog: il 70% dei recruiter americani (il 41% in UK) hanno già scartato delle candidature in base alle informazioni reperite online. Occorre quindi investire del tempo per la costruzione di una buona reputazione online.</p>
<p>Se non per l&#8217;immediato, sicuramente per il futuro.</p>
<ol class="footnotes">
<li id="footnote_0_12" class="footnote">Photo credits: <a href="http://www.flickr.com/photos/deboni/" target="_blank">!borghetti</a><!--/li--></li>
</ol>
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		<title>Intervista a Vladimir Oane di uberVU</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 07:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgiominguzzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho fatto quattro chiacchere sui temi dell&#8217;identità digitale, delle reputazione in Rete e sulle tracce che si lasciano navingando con  Vladimir Oane, Founder &#38; CEO di uberVU, un potente motore che scandaglia i social network e ti aiuta nello scovare e seguire le conversazioni che ti interessano, anche quando queste avvengo su più piattaforme differenti. Ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho fatto quattro chiacchere sui temi dell&#8217;identità digitale, delle reputazione in Rete e sulle tracce che si lasciano navingando con  <a href="http://vladimiroane.com/" target="_blank"><strong>Vladimir Oane</strong></a>, <strong>Founder &amp; CEO</strong> di <strong><a href="http://www.ubervu.com/" target="_blank">uberVU</a></strong>, un potente motore che scandaglia i social network e ti aiuta nello scovare e seguire le conversazioni che ti interessano, anche quando queste avvengo su più piattaforme differenti.</p>
<p>Ne è uscita un&#8217;intervista interessante, in cui Vladimir ci dà alcuni suggerimenti dal suo particolare punto di vista.</p>
<p><strong>GM</strong>: Se ti chiedessero la ricetta per avere un’ottima reputazione online, cosa potresti suggerire? Come secondo te, potrebbe essere usato <strong><a href="http://www.ubervu.com" target="_blank">uberVU</a></strong> anche dalle persone comuni per gestire in maniera corretta la propria digital identity?</p>
<p><strong>VO</strong>: Gli strumenti sono sicuramente fondamentali ma credo che la mentalità sia l&#8217;aspetto più importante. Bisogna partecipare alle conversazioni e vivere attivamente la  “Socialsphere”. Una volta che è sia fatto questo, allora ci si accorge di avere bisogno di uno strumento di analisi come <strong><a href="http://www.ubervu.com/" target="_blank">uberVU</a></strong> per andare ad un livello successivo.</p>
<p><strong>GM</strong>:<strong> </strong>C’è la convinzione che su internet le ricerche che hanno per oggetto un nome e un cognome siano eseguite solo per leggere l’ultimo gossip sui VIP o al massimo per ritrovare vecchie fiamme e compagni di scuola. Tu, invece, come usi le <em>digital footprint</em> che le persone lasciano online? Ti è mai capitato di reperire attraverso internet informazioni su partner commerciali che avresti dovuto incontrare nel breve periodo, su professionisti che proponevano la loro candidatura per una carriera nella tua azienda, ecc…?</p>
<p><strong>VO</strong>: Certamente il <em>gossip</em> è una categoria popolare&#8230; nessuno può negarlo. Sono sicuro che la maggior parte delle persone utilizzi internet in questo modo, ma sono anche certo che oggi viviamo così &#8220;pubblicamente&#8221;, che è quindi normale ricorrere ai Social Network per cercare informazioni ogni volta che si assume qualcuno o si sta per incontrare un partner d&#8217;affari per la prima volta.</p>
<p>Mentre alcune persone  inorridiranno alla sola idea di ricorrere alle <em>digital footprints</em>, sicuramente sempre più aziende ne approfitteranno, perché queste informazioni sono preziose. Dalle vendite alle ricerche di mercato &#8230; non vi sarà alcun reparto aziendale non influenzato dai Social Media.</p>
<p><strong>GM</strong>: Restando in tema di personal digital reputation, spesso i vip gestiscono la loro reputazione online esattamente come lo fanno i marchi di prestigio, ma cosa puoi dirmi dei politici? Pensi che<strong> </strong><a href="http://www.ubervu.com/" target="_blank"><strong>uberVU</strong></a><strong> </strong>possa essere d’aiuto anche a loro? Credo che su questo tema, anche i cittadini possano avvantaggiarsi dell’uso della vostra piattaforma per eliminare il rumore di fondo e seguire le idee e le azioni dei leader politici solo sulle cose veramente importanti. Cosa ne pensi? Siete a conoscenza di qualche uso curioso di <a href="http://www.ubervu.com/" target="_blank"><strong>uberVU</strong></a>?</p>
<p><strong>VO</strong>: La politica sarebbe davvero un caso interessante, purtroppo non è che molti politici siano così aperti ad impegnarsi in attività sui social media. La campagna <em>social</em> di Obama è stato un grande successo, ma si può solo sperare che altri politici, da tutto il mondo vadano a seguire il suo esempio abbracciando questi nuovi strumenti.</p>
<p>Il <em>Brand Monitoring</em> è di gran lunga l’attività più diffusa su <strong><a href="http://www.ubervu.com/" target="_blank">uberVU</a></strong>. Ma alcune persone lo utilizzano per monitorare i solo settori e vedere le storie più discusse nei loro campi di interesse, mentre altri usano uberVU per spiare i loro concorrenti o come strumento marketing. L’utilizzo di <strong><a href="http://www.ubervu.com/" target="_blank">uberVU</a></strong> è a discrezione degli utenti.</p>
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